L.300/1970: localizzazione GPS e autovetture aziendali

L.300/1970: localizzazione GPS e autovetture aziendali

L’art. 4, L. 300/70, c.d. “Statuto dei lavoratori”, sancisce alcuni accorgimenti che il datore di lavoro dovrà porre in essere in caso di installazione di impianti audiovisivi e altri strumenti, dai quali derivi anche la possibilità di controllo a distanza riguardo l’operato dei lavoratori. Tuttavia, le procedure autorizzatorie indicate dalla disposizione non si applicano “agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze”.

L’ispettorato nazionale del lavoro ha trattato, con la circolare 2/2016, il tema in riferimento alle apparecchiature di localizzatore satellitare GPS, al fine di individuare le casistiche nelle quali l’installazione di apparecchiature GPS sia strettamente funzionale a “…rendere la prestazione lavorativa…”.

L’interpretazione letterale del disposto normativo porta, infatti, a considerare quali strumenti di lavoro quegli apparecchi, dispositivi, apparati e congegni che costituiscono il mezzo indispensabile al lavoratore per adempiere la prestazione lavorativa dedotta in contratto, e che per tale finalità sia stati posti in uso e messi a sua disposizione.

In linea di massima, si può ritenere che i sistemi di geo localizzazione rappresentino un elemento “aggiunto” agli strumenti di lavoro, non utilizzati in via primaria ed essenziale per l’esecuzione dell’attività lavorativa ma, per rispondere ad esigenze ulteriori di carattere assicurativo, organizzativo, produttivo o per garantire la sicurezza del lavoro.

Pertanto, tale fattispecie andrà inserita nel campo di applicazione di cui al c. 1 dell’art.4, L. 300/1970, cosicché le relative apparecchiature possono essere installate solo previo accordo stipulato con la rappresentanza sindacale ovvero, in assenza di tale accordo, previa autorizzazione da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro (art.  4, comma 1, della L. n. 300/1970 come modificato dall’art. 5, comma 2, Dlgs n. 185/2016).

FONTE: Ispettorato nazionale del lavoro, circolare n. 2/2016, 07 novembre 2016.