Il rimborso spese degli amministratori

Il rimborso spese degli amministratori

Il Ministero del lavoro ha specificato che vanno esclusi dalla registrazione nel Libro unico del Lavoro solo quei soggetti che svolgono la propria attività in forma professionale o imprenditoriale autonoma, quali ad esempio gli amministratori, sindaci e componenti collegi e commissioni, i cui compensi sono attratti nei redditi di natura professionale.
Viceversa, nel caso di amministratore non professionista, anche se percettore di soli rimborsi spese, si impone l’obbligo della sua registrazione, a partire dal momento in cui il rimborso viene effettivamente erogato (criterio di cassa). Al riguardo la normativa di riferimento, art. 39, c.2, D.lgs. 112/2008, stabilisce che devono essere documentati nel LUL tutti i rimborsi spese, anche se fiscalmente e contributivamente esenti, e tutte quelle somme sostenute in occasione dello svolgimento della propria prestazione lavorativa nell’interesse esclusivo dell’azienda ed aventi, per questo motivo, un profilo strettamente restitutorio come ad esempio i rimborsi a piè di lista.

Ai fini dell’individuazione dei rimborsi spese da indicare nel LUL, non conta il mezzo di pagamento con cui i rimborsi vengono effettuati, bensì la qualità delle spese rimborsate. Ciò significa che devono essere indicate le somme da rimborsare, sia forfettariamente che su base di indicazione analitica (note spese o rimborsi chilometrici), con esclusione, quindi, di tutti i rimborsi che si riferiscono a documenti intestati direttamente all’azienda (quali, ad esempio, fatture per spese sostenute dal lavoratore in nome e per conto dell’azienda o carte carburanti intestate all’azienda).

In definitiva, una volta appurato che trattasi di soggetti iscrivibili al LUL, occorrerà solo valutare la tipologia dei rimborsi in questione per stabilire se debbano o meno essere registrati nel LUL.

Fonte: Ministero del Lavoro, Circolare 20/2008 e Nota Ministeriale 6 luglio 2010, n.27, Prot. 25/I/0011627